Sono un po’ indietro. Non ho ancora scritto nulla di ieri,
devo scrivere di oggi. Lo studio mi distrugge, il cibo che devo mandar giù per
forza, ancora di più. Devo recuperare scienze umane e fisica, storia ormai mi
mette il debito. Non so neanche se ce la faccio a scrivere anche di oggi, ma per ora così.
Partiamo da ieri. Il ritorno a scuola, le solite domande.
Non sono minimamente preparata in storia, scienze umane e fisica le so
discretamente, tutto per colpa della sfuriata di mio padre. Prima ora, storia. Decido
di parlare alla prof, di dirle che se vuole può anche mettermi il debito. Le
rivelo che vado in un centro per la cura dei disturbi alimentari e le spiego
cos’è successo. Ignorante, ignorante, ottusa, superficiale, taci. Mi fa domande
assurde, affermazioni che mi rovinano per il resto della mattina. Come il suo “disturbo
alimentare? A me non sembra proprio che tu sia anoressica”, guardando le mie
cosce con un’espressione da: “tirami una porta in testa così sono utile al
mondo”. Troppo grassa, troppo grassa, troppo grassa. Cerca di fare la
psicologa, cose assurde, va be’ la solita ignoranza tipo “e ma si magari sarà
per quello, oppure per questo oppure perch..blablablabla”. Entro in classe,
inizia a fare quella “voglio essere perfetta e farmi i cazzi tuoi e farti
innervosire” commentando le mie assenze ed il mio rischio di essere bocciata.
Mentalmente la uccido una volta, poi due. Commenta, commenta. Tre, quattro,
cinque. Espiantatele quegli occhi scavati e quel naso da topo. Le corde vocali.
Silenzio, vi prego. Vedendo che non la calcolo inizia ad interrogare, non mi
interroga.
In seconda ora l’interrogazione di fisica va bene rispetto alla mia preparazione,
il prof la fa veloce con tre domande e spiaccica un “sei” sul mio libretto e
sul suo registro. Dice che devo ancora recuperare un modulo, lo recupererò domani
venerdì.
Scienze umane, tirate una sedia in testa anche a lei. Fatela
scendere dalla bolla di stupidità che si è creata intorno, l’aria da menomata
che ha stampata sugli occhi, gli studenti che si prendono gioco di lei. Mi
interroga, lei per smollarti un misero "sei" per poco non vuole anche le virgole,
i punti ed i due punti. Con la scarsa preparazione, la paura di sbagliare ed i
vuoti di memoria, con la presenza della mia compagna di classe bella,
bellissima, magrissima, una barbie a fianco che mi guarda: vado in tilt.
Come al suo solito la prof inizia a lamentarsi: non hai studiato e
blablablabla. Fa così anche con tutte quelle dopo di me. Io mi alzo e torno a
posto. Fa quella potente, ma non si rende conto, forse, che è da un anno che si
fa mettere i piedi in testa dalle mie compagne di classe, prof compresi. Si
alza, si lamenta. Crisi. Respiro affannato, lacrime, nervoso. Le compagne di
classe strette se ne accorgono e mi fanno sedere, mi dicono “calma, calma” e
sfidano loro la prof al posto mio, Sara alza la voce, così i miei insulti non
si sentono. La prof continua a dire “ma lei non ha problemi, se avesse problemi
capirei”. I prof non sanno, non tutti, lei non sa. “Ma chi glielo dice che non
ha problemi; no non ha problemi; si va be’ prof ok non ho problemi ciao”. Tra
frasi sue, mie, delle altre: afferro il diario, prossimo atterraggio: la fronte
della prof. Ma ho abbastanza autocontrollo per non lanciarlo. Lo appoggio e lo
lancio mentalmente, colpendola una, due, tre, infinite volte. Il resto della
giornata lo passo al centro, i miei genitori sono in colloquio con la
psicologa, parlano di me. Non li incrocio. Potrei saltare il pranzo con lo
stratagemma dell’aver già mangiato, dato che l’accompagnatore ha ritardato
tanto, ma sono stupida e dico “no” seguito da un “ma non ho fame quindi per me
è uguale”. Quindi pranzo. All’ora dello spuntino siamo costrette obbligatoriamente ad andare a
prendere il gelato. Fortunatamente è artigianale e senza grassi. Prendo una
coppetta piccola allo yoghurt (75 kcal). Ne lascio sciogliere un po’ sul fondo della
coppetta, il resto lo mangio. Tornando al centro parlo con Alessia, dice che è
in ansia perché non sa quante kcal abbia ingerito, controlliamo su calorie.it
appena arrivate. Le mostro il blog, il mio profilo parallelo, tutto. Legge dove
parlo di lei. Ci riabbracciamo, sorridiamo. Il resto della giornata prosegue
come sempre.
La faccio breve, probabilmente ho saltato qualcosa, però va be'. Se riesco arrivo con la giornata di oggi, altrimenti la posterò domani.
©GiuxB.