mercoledì 7 novembre 2012

reminescenze che uccidono

Stringo i denti e di nuovo non piango. Un film scorre in tv, attori che recitano in vite che non sono le loro. Un po' come me. Lo stesso film che mi scorre spesso in testa: "la prossima vittima", il titolo. Una ragazza uccisa definitivamente da un enorme oggetto di vetro, trasparente, in un modo cruento, mentre chi teneva a lei può sentirla agonizzare, può sentire le sue urla, soffocate e non. La prima volta che lo vidi ero piccola in quel divano verde. La copertina che mi piaceva tanto e che alla fine mia nonna mi aveva regalato, mi copriva. Non c'era mio padre a tenermi tra lebraccia sulla sua poltrona, era già andato a dormire. Ero a casa mia. I miei giochi, i miei desideri, la mia cucina, le mie foto, i miei spazi, il mio giardino. Mia madre a fianco a me. Mia sorella era già nata e mio zio già un ricordo. Io mi stupii nella scena del funerale della figlia, dove la madre si lascia sopraffarre dal divertimento nel vedere un'anziana signora scivolare su un giocattolo. La scena dove la bimba rimasta macchia un cuscino con del gelato, chiede aiuto ed il padre, si, credo sia il padre, lo lava. La disperazione della madre, perchè l'odore della figlia defunta sul cuscino non potrà sentirsi mai più. La prima volta che lo vidi, tutto questo, seppur simbolicamente, non era ancora entrato a far parte di me, o meglio, non potevo ancora accorgermene. La prima volta che lo vidi nessuno aveva ancora fatto si che qualcosa di trasparente ma pesante interrompesse tutto. La prima volta che lo vidi mio padre mi teneva ancora tra le braccia, anche se a volte si comportava male, mi teneva ancora tra le braccia. "La vita continua" dice lei dopo che chi ha ucciso sua figlia viene assolto. Ma se la vita non è mai iniziata? Ogni ricordo bello che ho, più ci penso e più ci vedo dentro fantasmi, mostri nascosti, illusioni, falsità, schifo. Così non ho più ricordi belli. Neanche la mia copertina. Ora ha un taglio di lato, eppure la uso ancora. Eppure appena io mi sono danneggiata, nessuno ha continuato a starmi accanto. Mi chiedo sempre, ricordando appunto quel film, se io morissi, a chi importerebbe? La prima volta che vidi quel film, l'orologio a pendolo sulla parete oscillava e batteva ogni ora, si fermava ed aveva bisogno della sua chiave per far si che continuasse. Stringo i denti e di nuovo non piango, guardo indietro e vedo solo fango.

©GiuxBones.

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